Motivazioni premio Corto Sordi 2015 per il film "Mala Vita"

Motivazioni premio Corto Sordi 2015 per il film "Mala Vita"

Il corto “Mala vita”, ascrivibile al filone del cinema impegnato, è teso a indagare, far conoscere e aiutare a capire complesse problematiche, spiccatamente sociali in termini pedagogico-antropologici, ma lontane dal vissuto quotidiano del cittadino normale, cioè di colui che non incagliato nelle reti malefiche della illegalità.

E, quindi, egli ignora ed è estraneo a quel che accade in cella, luogo privilegiato di intime sofferenze, ma anche contenitore perverso in cui la violenza è stile di quotidiana comunicazione e il carcere si fa scuola di una somma di esperienze delinquenziali a confronto, capaci di lievitare nel detenuto “l’educazione” alla illegalità. Nel corto “Mala vita”, attraverso lo scandaglio della macchina da presa – pur nella brevitas della pellicola – viene straordinariamente perseguito un simile obiettivo didascalico, sia per l’oggetto (condizione della vita carceraria nella società contemporanea) che nel soggetto (il detenuto) e la sua personalità dalla psicologia a volte disturbata, ma sempre da tutelare.

La volontà del regista, perciò, è stata quella di consegnare al pubblico un prodotto che faccia doppiamente riflettere sulla dignità della persona, in qualunque luogo o condizione egli viva. La vita in cella del detenuto Antonio, nella “sua cella”, alias la sua casa, viene magistralmente narrata dal bravo regista con un chiaro intendimento fenomenologico, ma anche con tanta umanità, con atmosfere di pietas e passaggi a lampo di brani emozionali, che pure il senso comune ritiene impossibili nelle bolge carcerarie. Ed è proprio questo l’aspetto che ha indirizzato la Giuria a conferire al corto Mala Vita il premio della III Edizione “Corto Sordi”, ovvero il profondo sentimento della umanità e l’attenzione all’Uomo che sempre è creatura preziosa e meravigliosa, da proteggere, sia come individuo e come cittadino.

E tanto, vale ancor più quando egli vive fra le mura claustrali del carcere, dove pure è capace di farsi cogliere da quel sentimento di aurorale stupore dinanzi alla bellezza e la vita della Natura, così come gli appare dalla finestra a scacchi della sua cella.

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