Conclusa la 3° Edizione del CortoSordi

Conclusa la 3° Edizione del CortoSordi

Una serata frizzante, ad alto contenuto di cultura, di cinema, ma anche di attualità. E' stato tutto questo la serata conclusiva, della terza edizione del CortoSordi, il concorso nazionale di cortometraggi, organizzato dall'Associazione Culturale Utopia ed ideato dal suo presidente Ciro Petrarulo, con il sostegno della Fondazione Alberto Sordi, della Regione Puglia e del Comune di Grottaglie.

Nell'atrio della scuola "De Amicis", scenario ideale impiegato grazie alla collaborazione della dirigente Assunta Indiveri, la manifestazione, impostata sapientemente dalla direzione artistica composta da Raffaella Caso ed Alfredo Traversa, è stata seguita da centinaia di spettatori. La giuria, presieduta dal regista Pietro Santagada, ha dichiarato vincitore, tra i cinque finalisti: "Il sarto dei tedeschi" di Antonio Losito. La serata è stata caratterizzata dalla presentazione della giornalista Daniela Mazzacane e dell'attore e comico Mingo De Pasquale. Il premio "Sordi Personaggio" è stato assegnato per mano della dirigente Indiveri, all'attore pugliese Leo Pantaleo, che ha svelato alcuni altarini dei venti giorni di set de "Lo scopone scientifico", a cui prese parte, perché scelto al termine di una dura selezione.

Il premio alla carriera per il doppiaggio, è andato a Sandro Acerbo per mano di Raffaella Caso. Inenarrabile l'elenco degli attori e dei film a cui ha regalato la propria voce, identificabile, per antonomasia, con quella di Brad Pitt e Will Smith. "Sono legato a questi due – ha detto sul palco Acerbo – perché mi hanno dato tanto, ma il mio personaggio è Michael J. Fox, perché in un uomo così minuto vedo l'emblema della forza di volontà, di andare avanti, a dispetto dei problemi. Negli anni '80, poi, un po' mi riconoscevo in questo attore". Acerbo ha voluto dedicare il premio alle vittime della recente strage ferroviaria avvenuta tra Corato ed Andria. Il premio Sordi "Una vita difficile" è stato consegnato dal sindaco di Grottaglie, Ciro D'Alò, a Paolo Borrometi. Laureato in Giurisprudenza è un esempio di giornalista "che non si piega", anche al costo di "pagarne le conseguenze".

Sue inchieste giornalistiche hanno portato, ad esempio, allo scioglimento del comune di Scicli per infiltrazioni mafiose, o al commissariamento per mafia di Italgas. "Dopo la vile aggressione subita nel 2014 – dice il giovane giornalista, accompagnato da un importante scorta – pensavo di aver toccato il fondo. Invece, ed è quello che più mi ha fatto male, il fondo l'ho toccato quando ho subito l'isolamento della comunità. Dobbiamo, ciascuno di noi, ogni giorno, recitare la nostra parte, per debellare l'impronta mafiosa sui nostri meravigliosi lembi di terra e regalare un futuro migliore alle generazioni che verranno". Ciro Petrarulo: "Una bella cornice di pubblico per una serata fantastica, la cui realizzazione è stata possibile anche grazie alla collaborazione dei vari sponsor a cui sono infinitamente grato. Il nostro impegno si rinnoverà nel tempo sperando di dare sempre maggiore risalto a CortoSordi".

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